venerdì 25 aprile 2008
Il mondo di "sotto"
La ricerca sul territorio lucano continua alla grande. Nell'arco della giornata di oggi 25 aprile 2008 sono state indivuduate 2 aree ricche di cavità carsiche. La prima è nei pressi del comune di Bella, al confine con Muro. Qui sono presenti 3 cavità. Due di facile accesso, la terza sembrerebbe la più grande ma è stato impossibile farne dei rilievi in quanto di difficile accesso e al momento eravamo sprovvisti di attrezzatura, visto lo scopo di effettuarne solo dei primi sopralluoghi. L'altra cavità è in pieno territorio murese. Nei pressi della montagna grande. Dai primo rilievi, presenta una bocca di ingresso di circa un metro e prosegue in verticale per 60 metri. Nei prossimi giorni continueremo le ricerche tenendovi aggiornati delle ultime novità. Un saluto.
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attività di ricerca
lunedì 7 aprile 2008
Speleo Club Marmo Platano

Presentato Oggi 7 Marzo 2008 il logo ufficiale dello Speleo Club Marmo Platano (SCMP) .Il logo ideato dal Presidente del gruppo è stato interpretato e realizzato con grande maestria dall'Artista "Mario Glorioso".
Mario Glorioso è un artista di origini Siciliane che giunto a Muro Lucano ha riscoperto le proprie doti artistiche. Da qui, grazie al suo talento ha partecipato a diverse mostre e concorsi di arti grafiche, ricevendo numerosi premi.
Ha accolto volentieri l'idea di del SCMP di realizzare l'immagine rappresentativa del gruppo, mettendo così a disposizione la sua arte per fini di volontariato.
Il logo è l'emblema del gruppo, trae uno speleologo, avvolto dal buio degli ipogei con il suo "fedele compagno dell'oscurità", il pipistrello. La luce del suo casco illumina la nostra terra, il nostro paese, la nostra comunità montana e tutta la Regione Basilicata.
sabato 5 aprile 2008
Nuova grotta a Muro Lucano

Lo Speleo Club "Marmo Platano" continua le ricerche nel territorio Lucano, dopo le numerose giornate di tregua forzata a causa delle continue precipitazioni atmosferiche.
Proprio Oggi 5 aprile, una squadra di ricerca ha individuato nel territorio di Muro una cavità (pozzo) della dimensione di circa 60 centimetri.
Da un primo sopralluogo pare abbia uno sviluppo quasi orizzontale per il primo metro per poi svilupparsi verticalmente per una profondità di 15 metri per poi procedere orizzontalmente e nuovamente in verticale per una profondità non determinabile. Non appena le condizioni metereologiche lo permetteranno, il gruppo procederà con i rilievi e la comunicazione alla Società Speleologica Italiana.
domenica 10 febbraio 2008
Muro - Alla ricerca delle cose Perdute
Domenica, 10 Febbraio 2008 ore 9.00
Ci ha sempre incuriosito un'area di Muro abbandonata a se stessa. In parte perchè quasi completamente distrutta dal sisma del 1980, in parte perchè presentava ruderi molto datati.
La nostra missione era di cercare ciò che era stato da tempo perduto.
Il quartiere ormai completamente abbandonato e diroccato prende il nome di "Ammazzatura", da "luogo in cui si uccidevano gli animali" e si protrae verso sud. Ricorda un pò quelle aree adiacenti alle mura di cinta dei castelli, in cui la "plebe" viveva a stento di quel poco che riusciva a produrre. Proprio in quest'area abbiamo ritrovate diverse cavità, alcune artificiali ed altre naturali in cui fino alla fine del secolo scorso venivano utilizzate come abitazioni o cantine per la produzione e conservazione del vino. Spesso venivano chiamate "suttan" che indicava essere posizionato sotto, la casa.
All'interno abbiamo trovato di tutto, soprattutto materiale edilizio, bottiglie di vetro e una quantità impressionante di dolichopoda, una sorta di incroci tra ragni e grilli.
Ci ha sempre incuriosito un'area di Muro abbandonata a se stessa. In parte perchè quasi completamente distrutta dal sisma del 1980, in parte perchè presentava ruderi molto datati.
La nostra missione era di cercare ciò che era stato da tempo perduto.

Il quartiere ormai completamente abbandonato e diroccato prende il nome di "Ammazzatura", da "luogo in cui si uccidevano gli animali" e si protrae verso sud. Ricorda un pò quelle aree adiacenti alle mura di cinta dei castelli, in cui la "plebe" viveva a stento di quel poco che riusciva a produrre. Proprio in quest'area abbiamo ritrovate diverse cavità, alcune artificiali ed altre naturali in cui fino alla fine del secolo scorso venivano utilizzate come abitazioni o cantine per la produzione e conservazione del vino. Spesso venivano chiamate "suttan" che indicava essere posizionato sotto, la casa.
sabato 26 gennaio 2008
Ruoti - Grotta furcine
Pronti per la seconda uscita ufficiale sul territorio lucano.
Il gruppo Speleo Marmo Platano compare in scena oggi 26 gennaio.
Appuntamento a Ruoti (PZ), ore 15.oo.
Ad attenderci il caro amico Felice e i maestri dello Speleo club di Statte (TA).
Destinazione grotta Furcine, cavità segnalata da alcuni conoscenti, ma mai esplorata.
Giunti sul luogo la temperatura si aggirava intorno agli zero gradi centigradi, in pieno bosco, era ancora presente la neve dell'ultimo evento atmosferico.
Il tempo di attrezzarci per il nostro battesimo ufficiale in grotta. Tuta, casco, acetilene e via.
L'accesso presenta una bocca di circa 1,2m di altezza per 1,5m di larghezza, l'imbocco ha una variazione di livello di circa 1 metro e uno sviluppo di 16 metri con altezza variabile fino ai 2,5 metri. All'interno sono state ritrovate tracce di scheletri di piccoli animali e numerose specie di farfalle e ragni, che approfittavano del clima più confortevole della cavità.

La progressione in grotta ci ha lasciati a bocca aperta, soprattutto nel vedere un ambiente così buio e angusto dove sembra non vi sia spazio per i colori e per la vita. Ma, alle luci dei nostri caschi si è presentato uno scenario diverso.

Abbiamo effettuato i rilievi della grotta, documentando il tutto con numerose fotografie sperando un giorno di farne tesoro delle nostre scoperte e divulgarne il tutto a favore della popolazione lucano.
Il gruppo Speleo Marmo Platano compare in scena oggi 26 gennaio.
Appuntamento a Ruoti (PZ), ore 15.oo.
Ad attenderci il caro amico Felice e i maestri dello Speleo club di Statte (TA).
Destinazione grotta Furcine, cavità segnalata da alcuni conoscenti, ma mai esplorata.
Giunti sul luogo la temperatura si aggirava intorno agli zero gradi centigradi, in pieno bosco, era ancora presente la neve dell'ultimo evento atmosferico.
Il tempo di attrezzarci per il nostro battesimo ufficiale in grotta. Tuta, casco, acetilene e via.
L'accesso presenta una bocca di circa 1,2m di altezza per 1,5m di larghezza, l'imbocco ha una variazione di livello di circa 1 metro e uno sviluppo di 16 metri con altezza variabile fino ai 2,5 metri. All'interno sono state ritrovate tracce di scheletri di piccoli animali e numerose specie di farfalle e ragni, che approfittavano del clima più confortevole della cavità.
La progressione in grotta ci ha lasciati a bocca aperta, soprattutto nel vedere un ambiente così buio e angusto dove sembra non vi sia spazio per i colori e per la vita. Ma, alle luci dei nostri caschi si è presentato uno scenario diverso.

Abbiamo effettuato i rilievi della grotta, documentando il tutto con numerose fotografie sperando un giorno di farne tesoro delle nostre scoperte e divulgarne il tutto a favore della popolazione lucano.
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